Ontano nero

Nome scientifico

Alnus glutinosa

Caratteri distintivi

Albero deciduo alto fino a 15-20 m, dalla crescita rapida ma non molto longevo (al massimo 100 anni), ha la chioma di forma conica e le ramificazioni laterali rade, regolarmente disposte lungo il fusto. Durante l’inverno è facilmente riconoscibile per la presenza delle infruttescenze legnose dell’anno precedente.
Foglie: alterne, semplici, arrotondate, talvolta smarginate e ottuse all’apice, doppiamente e irregolarmente dentate sul margine, con ciuffi di peli rugginosi sulla pagina inferiore, da giovani vischiose come le gemme (da cui il nome latino). In autunno non ingialliscono e si conservano verdi fino a novembre inoltrato, cadendo dopo le prime gelate.
Fiori: quelli maschili sono amenti penduli già preformati in autunno, che fioriscono precocemente tra febbraio e marzo, prima dell’emissione delle foglie. I fiori femminili sono più piccoli, ovoidi, portati da brevi rametti, prossimi ai precedenti.
Frutti: simili a piccole pigne ovoidali con squame legnose, portati in piccoli grappoli, persistenti a lungo dopo la liberazione dei piccoli semi. I semi, dotati di escrescenze suberose, galleggiano sull’acqua.

Ecologia

Specie eliofila, da igrofila a mesoigrofila, che ben si adatta anche a una sommersione continua in substrati asfittici, da sabbiosi ad argillosi, prediligendo comunque i suoli umidi a falda elevata o con acqua fluente, con pH da acido a neutro. Vegeta fra i 100 ai 1000 (1200) m, spesso forma popolamenti puri.

Curiosità

Storicamente, grazie alla durevolezza se immerso in acqua, il legno era impiegato nella costruzione delle palafitte e per lavori idraulici; parte delle antiche abitazioni di Venezia sorgono su palafitte di questo legno.
L’ontano ospita una fauna di invertebrati abbastanza ricca e specializzata. Durante il periodo invernale è molto gradito da uccelli come i lucherini (Carduelis spinus) e a inizio primavera dalle api, per il polline.
Dal punto di vista fitoterapico è utilizzato per l’estrazione di un principio attivo che agisce come ottimo febbrifugo, facilita la cicatrizzazione delle ulcere ed è un rimedio popolare contro i reumatismi. Un tempo l’ontano nero veniva utilizzato per la produzione di tinture naturali: il rosso dalla corteccia, il verde dai fiori e il marrone dai rami. Per le gemme disposte a spirale nell’antica Grecia simboleggiava la resurrezione; per i celti rappresentava il valore dei combattenti. Presso altri popoli, invece, era considerato albero «inquietante» e demoniaco per la vitalità durante l’inverno (le foglie rimangono verdi fino all’autunno inoltrato, gli amenti maschili si allungano e fioriscono prestissimo, le infruttescenze permangono sulla pianta dopo aver liberato il seme).

Per saperne di più

https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=565&nnn=Alnus%20glutinosa