Nome scientifico
Cytisus scoparius
Caratteri distintivi
Arbusto deciduo alto non oltre 2 m, dalla chioma folta di rami ma povera di foglie, ha portamento eretto o prostrato-ascendente.
Corteccia: ha rami verdi sottili, giunchiformi flessibili, con fini scanalature longitudinali che conferiscono al fu-sto una sezione quadrangolare.
Foglie: le superiori sono semplici, quasi sessili, le inferiori sono composte da tre foglioline e disposte in gruppetti su lunghi piccioli.
Fiori: compaiono ad aprile-maggio, grandi, molto abbondanti, di colore giallo intenso a corolla papilionacea, disposti singolarmente all’ascella delle foglie.
Frutti: legumi neri appiattiti pelosi sui margini.
Ecologia
Specie eliofila, prevalentemente di zone ad elevate precipitazioni, a carattere sub atlantico; colonizza qua e là le brughiere e le praterie di montagna, talvolta gli incolti collinari, purché su suolo acido.
Curiosità
Il termine scoparius si riferisce a un particolare impiego della pianta, con i cui rami si producevano scope rustiche. Il nome comune deriva dall’impiego che se ne faceva un tempo per ricoprire le carbonaie affinché la combustione avvenisse con scarso tiraggio d’aria, quindi con una lenta carbonizzazione del legno.
Nello stemma del re Enrico II d’Inghilterra (XII secolo) figurava un ramo di ginestra, e il soprannome del re era Plantageneto (Planta genista).
Le foglie contengono un principio attivo tossico, la sparteina, che elimina i cloruri ed è usato come cardiotonico, vasocostrittore e diuretico.
Nei fiori si trovano invece altri principi attivi, fra cui l’ossitramina, in passato chiamata «adrenalina vegetale» per la proprietà di aumentare la pressione arteriosa. I boccioli della pianta erano conservati sott’aceto, come i capperi.
Per saperne di più
https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=2539&nnn=Cytisus%20scoparius