Nome scientifico
Crataegus monogina
Caratteri distintivi
Arbusto caducifoglio dal rapido sviluppo con la chioma ar-rotondata; se viene lasciato crescere liberamente e in luce può assumere un aspetto arborescente con statura fino a 5-6 m. I rami giovani sono spinosi.
Foglie: piccole, alterne con lobi arrotondati profondamente incisi.
Fiori: fiorisce ad aprile-maggio, producendo fiori bianchi riuniti in grappolini che emanano un intenso profumo amaro.
Frutti: piccoli con la polpa giallastra contenenti un solo seme, che in autunno si colorano di rosso intenso.
Ecologia
Da eliofila a mediamente sciafila, si adatta a diversi tipi di suolo, da acido a basico, da asciutto a fresco, da argilloso a sabbioso; pur resistendo al freddo, esige estati calde. Presente dalla pianura fino a quote di 1000 (1500) m.
È specie di boschi non troppo densi e di bordo, a contatto con coltivi e praterie; ma spesso colonizza, insieme ad altri arbusti, le aree agricole abbandonate.
Curiosità
I frutti costituiscono una fonte invernale di cibo per l’avifauna, che ne diffonde i semi. I biancospini sono gli arbusti che ospitano il maggior numero di invertebrati; in particolare la specie è nutrice di alcuni lepidotteri vistosi, le api ricavano nettare e polline dai suoi fiori.
In fitoterapia è utilizzato come sedativo, nelle nevrosi cardiache e per la cura delle vene varicose.
Dai frutti, ricchi di vitamina C, si può preparare una marmellata.
I greci ornavano gli altari nuziali con i suoi rami fioriti e i romani avevano dedicato la specie alla dea Maia, che regnava sul mese di maggio; essendo quello il mese delle purificazioni, si imponeva la
castità, simboleggiata dal bianco dei fiori.
Per saperne di più
https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=2336&nnn=Crataegus%20monogyna