Evonimo, Beretta del prete

Nome scientifico

Euonymus europaeus

Caratteri distintivi

Arbusto deciduo che di rado supera i 2,5 m d’altezza, con caratteristico portamento dovuto ai rami e alle foglie opposte. I giovani rami sono quadrangolari, costolati, di colore verde intenso con punteggiature chiare.
Foglie: opposte, ellittiche o lanceolate, acute, con margine finemente dentellato; verde chiaro in primavera-estate, diventano rosse in autunno.
Fiori: piccoli, giallastri, a quattro petali, portati in cime ascellari a primavera.
Frutti: capsule che in autunno sono molto vistose per il colore rosa intenso-rosso; a maturità si aprono in quattro lobi in cui sono contenuti altrettanti semi di colore arancione. Il nome «berretta da prete» deriva dalla forma del frutto a maturità.

Ecologia

Specie di mezz’ombra, nitrofila, adattabile a vari tipi di suolo, fino a quelli molto freschi ma non soggetti a ristagno, da sabbiosi a limosi, con pH neutro-subacido. Vegeta dalla pianura fino a 500 (800) m.

Curiosità

Nell’antichità il suo legno compatto e lucidabile veniva usato per fabbricare i fusi, da cui il nome fusaggine, e per ricavarne il carboncino da disegno. Nonostante la pianta sia interamente tossica, in passato il seme era impiegato dai contadini come drastico purgante e la polvere ricavata dalle foglie e dai semi veniva cosparsa sulla pelle per scacciare i pidocchi.

Per saperne di più

https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=3021&nnn=Euonymus%20europaeus

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