Nome scientifico
Fraxinus excelsior
Caratteri distintivi
Albero alto fino a 30 m, deciduo, con chioma a forma di cupola, fusto dritto e slanciato; grosse gemme opposte, di colore nero. Ha rapido accrescimento ma longevità non molto elevata (150 anni). L'esemplare in questione è potato a capitozza.
Corteccia: di colore grigio-verdastro, liscia con macchie scure negli esemplari giovani, bruna e fessurata longitudinalmente in quelli adulti, a partire dalla base dei fusti.
Foglie: opposte, imparipennate, formate da 5-7 coppie di foglioline sessili, ovato-lanceolate con il margine finemente dentato; in autunno, prima di cadere, virano parzialmente al giallo pallido.
Gemme: grosse e molto caratteristiche perchè racchiuse in due guaine di colore bruno-nerastro.
Fiori: poco vistosi (in quanto privi di petali): quelli maschili sono globosi e nerastri, quelli femminili più allungati e violacei (presenti ad aprile, prima dell’emissione delle foglie).
Frutti: forniti di ala singola allungata, sono riuniti in grappoli penduli che d’inverno persistono sull’albero e vengono disseminati dal vento.
Ecologia
Specie pioniera ed opportunista che bene si adatta a molteplici condizioni di luce ed umidità, trova il suo optimum in suoli freschi e substrati ricchi di basi, ma lo si trova anche tsui suoli più asciutti. Presente dalla pianura a 1500 (1700)
m; un tempo alle quote più alte era anche coltivata.
Curiosità
Il frassino è stato largamente diffuso dall’uomo ai margini dei prati e presso i villaggi, in quanto, trattato a capitozza, forniva la frasca che, tagliata ed essiccata durante l’estate, era impiegata come foraggio.
In fitoterapia le foglie essiccate, la corteccia e i semi sono utilizzati come febbrifughi e astringenti, ma anche come tonici, lassativi e sudoripari.
Per i popoli dell’Europa settentrionale rappresentava «l’albero per eccellenza», che con la chioma sosteneva il cielo. Secondo i berberi è il primo albero creato da Dio. Fra i celti era simbolo di rinascita e artefice di guarigioni miracolose. Le leggende
gli attribuivano il potere di antidoto con tro il morso dei serpenti.
Recentemente il frassino è stato colpito da un patogeno fungino invasivo: Chalara fraxinea, proveniente dal Giappone e presente in Europa dal 1992. Innocuo nel paese di origine, questo fungo ha dimostrato un notevole impatto in termini di rapidità di diff usione e aggressività sull’ospite nelle zone in cui si è diffuso. Per ora non sono stati individuati soggetti malati nella zona dei 5 laghi, ma la malattia è già presente in Piemonte.
Per saperne di più
https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=8984&nnn=Fraxinus%20excelsior